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WCAG 3.1.1: Lingua della pagina
WCAG 3.1.1 richiede che la lingua umana predefinita di ogni pagina web possa essere determinata in modo programmato, principalmente impostando un attributo lang valido sull’elemento HTML. Questo permette alle tecnologie assistive come gli screen reader di pronunciare correttamente i contenuti e aiuta le persone con disabilità cognitive e legate al linguaggio a comprendere la pagina.
WCAG 3.2.1: Al focus
WCAG 3.2.1 On Focus richiede che quando qualsiasi componente dell’interfaccia utente riceve il focus da tastiera, non debba provocare un cambiamento di contesto inatteso. Questo protegge gli utenti della tastiera e delle tecnologie assistive da comportamenti disorientanti e imprevedibili che possono rendere una pagina impossibile da navigare in modo efficace.
WCAG 3.2.2: All’Inserimento
WCAG 3.2.2 On Input richiede che la modifica dell’impostazione di qualsiasi componente dell’interfaccia utente non provochi automaticamente un cambiamento di contesto, a meno che l’utente non sia stato informato in anticipo di tale comportamento. Questo protegge gli utenti da cambiamenti di pagina disorientanti e inattesi attivati dalle interazioni con i moduli.
WCAG 3.3.1: Identificazione degli errori
WCAG 3.3.1 richiede che, quando un errore di input viene rilevato automaticamente, l’elemento in errore sia identificato e l’errore venga descritto all’utente in forma testuale. Questo garantisce che le persone con disabilità possano riconoscere, comprendere e correggere gli errori quando compilano i moduli.
WCAG 3.3.2: Etichette o istruzioni
WCAG 3.3.2 richiede che vengano forniti etichette o istruzioni quando i contenuti richiedono l’inserimento di dati da parte dell’utente, garantendo che tutte le persone — indipendentemente dalle loro capacità — possano capire cosa ci si aspetta da loro prima di inviare i dati di un modulo. Non etichettare i campi di un modulo è uno degli ostacoli all’accessibilità più comuni e significativi sul web.
WCAG 3.3.7: Inserimento ridondante
WCAG 3.3.7 richiede che le informazioni già fornite dagli utenti in un processo a più fasi siano o compilate automaticamente o rese disponibili per la selezione, in modo che gli utenti non debbano mai inserire gli stessi dati due volte. Questo previene frustrazione ed errori per gli utenti con disabilità cognitive, motorie o di altro tipo.
WCAG 3.1.2: Lingua delle parti
WCAG 3.1.2 richiede che qualsiasi passaggio, frase o sezione di contenuto web scritto in una lingua diversa dalla lingua principale della pagina sia identificato in modo programmabile utilizzando l’attributo lang. Questo consente alle tecnologie assistive, in particolare ai lettori di schermo, di cambiare automaticamente i motori di pronuncia e di riprodurre il contenuto in modo accurato per gli utenti che si affidano all’output audio.
WCAG 3.2.3: Navigazione coerente
WCAG 3.2.3 richiede che i meccanismi di navigazione che compaiono su più pagine all’interno di un insieme di pagine web si presentino ogni volta nello stesso ordine relativo, a meno che non sia l’utente a iniziare una modifica. Questa prevedibilità aiuta le persone con disabilità cognitive, visive e motorie a costruire modelli mentali di un sito e a navigare in modo efficiente.
WCAG 3.2.4: Identificazione coerente
WCAG 3.2.4 richiede che i componenti che svolgono la stessa funzione all’interno di un sito web siano identificati in modo coerente, utilizzando ogni volta la stessa etichetta, lo stesso nome o lo stesso testo alternativo quando compaiono. Questo evita confusione per gli utenti che si affidano a schemi coerenti per navigare e comprendere le interfacce digitali.
WCAG 3.2.6: Aiuto coerente
WCAG 3.2.6 richiede che, se un sito web offre contatti umani, strumenti di auto-aiuto o meccanismi di assistenza automatizzata, tali meccanismi compaiano nello stesso ordine relativo in tutte le pagine. Questo garantisce che le persone con disabilità cognitive o problemi di memoria possano trovare l’aiuto in modo affidabile senza dover reimparare l’interfaccia in ogni pagina.
WCAG 3.3.3: Suggerimento di errore
WCAG 3.3.3 richiede che, quando un errore di input viene rilevato automaticamente, il sistema fornisca una descrizione testuale che suggerisca come l’utente può correggere l’errore, a meno che farlo non comprometta la sicurezza o lo scopo. Questo criterio è essenziale per le persone con disabilità cognitive, per gli utenti di screen reader e per chiunque abbia difficoltà a comprendere indicazioni di errore vaghe o assenti.
WCAG 3.3.4: Prevenzione degli errori (legali, finanziari, dati)
WCAG 3.3.4 richiede che gli invii sul web che comportano impegni legali, transazioni finanziarie o dati sensibili possano essere verificati, corretti o annullati prima della finalizzazione. Questo protegge tutti gli utenti — in particolare quelli con disabilità cognitive e motorie — da errori irreversibili e ad alto rischio.
WCAG 3.3.8: Autenticazione accessibile (minimo)
WCAG 3.3.8 richiede che i processi di autenticazione non si basino su test delle funzioni cognitive, come memorizzare password, risolvere enigmi o trascrivere caratteri, a meno che non sia disponibile un metodo alternativo o un’assistenza. Questo protegge gli utenti con disabilità cognitive dal rischio di essere esclusi dai servizi digitali.
WCAG 3.1.3: Parole insolite
WCAG 3.1.3 richiede che i siti web forniscano un meccanismo per identificare la definizione specifica di parole o frasi usate in modo insolito o ristretto, inclusi modi di dire e gergo. Questo garantisce che le persone con disabilità cognitive, i non madrelingua e coloro che non hanno familiarità con la terminologia specialistica possano comprendere il contenuto.
WCAG 3.1.4: Abbreviazioni
WCAG 3.1.4 richiede che sia disponibile un meccanismo per identificare la forma estesa o il significato delle abbreviazioni utilizzate nei contenuti. Questo criterio garantisce che gli utenti che non hanno familiarità con abbreviazioni, acronimi o sigle possano accedere al loro significato completo, favorendo la comprensione per le persone con disabilità cognitive, i parlanti non nativi e gli utenti di screen reader.
WCAG 3.1.5: Livello di lettura
WCAG 3.1.5 richiede che, quando i contenuti richiedono una capacità di lettura superiore al livello di istruzione secondaria inferiore, venga fornita una versione supplementare o un riepilogo scritto a un livello più semplice. Questo garantisce che le persone con disabilità cognitive, alfabetizzazione limitata o barriere linguistiche possano accedere alle informazioni e comprenderle.
WCAG 3.1.6: Pronuncia
WCAG 3.1.6 richiede che sia disponibile un meccanismo per identificare la pronuncia specifica delle parole quando il significato è ambiguo senza conoscere la pronuncia. Questo criterio garantisce che gli utenti che si affidano alla tecnologia text-to-speech o che incontrano una lingua non familiare possano accedere al significato corretto dei contenuti ambigui.
WCAG 3.2.5: Modifica su richiesta
WCAG 3.2.5 richiede che i cambi di contesto — come le navigazioni di pagina, l’invio di moduli o gli aggiornamenti di contenuto — siano avviati solo da un’azione esplicita dell’utente, e non attivati automaticamente. Questo protegge gli utenti che si affidano a screen reader, navigazione da tastiera o strumenti di supporto cognitivo da interruzioni impreviste della loro esperienza di navigazione.
WCAG 3.3.6: Prevenzione degli errori (tutti)
WCAG 3.3.6 richiede che, per qualsiasi pagina web che richieda l’inserimento di dati da parte dell’utente, l’invio sia reversibile, controllato per individuare errori con indicazioni per la correzione, oppure confermabile prima dell’invio finale. Questo criterio di livello AAA estende il 3.3.4 a tutti i moduli—non solo a quelli legali o finanziari—proteggendo gli utenti da errori irreversibili in ogni interazione.
WCAG 3.3.9: Autenticazione accessibile (avanzata)
WCAG 3.3.9 richiede che i processi di autenticazione non comportino alcun test di funzione cognitiva — nessun rompicapo, memorizzazione o trascrizione — a meno che non sia disponibile un’alternativa non cognitiva, un meccanismo assistivo o un metodo basato su oggetti. Questo criterio Avanzato (AAA) elimina le ultime barriere all’autenticazione per le persone con disabilità cognitive, motorie e legate alla memoria.
